I Libri

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Italia – Come siamo arrivati fin qui

Conoscere la storia per capire il presente

Per capire davvero l’Italia di oggi non basta osservare ciò che accade intorno a noi.
Bisogna sapere da dove veniamo.

ITALIA – Come siamo arrivati fin qui accompagna il lettore in un viaggio attraverso la storia del nostro Paese, mettendo in relazione avvenimenti, trasformazioni politiche, economiche e sociali che hanno contribuito a costruire l’Italia che conosciamo oggi.

Non una semplice successione di date e personaggi, ma un racconto pensato per comprendere perché siamo diventati ciò che siamo.
Il passato, infatti, non è qualcosa di lontano. È presente nelle nostre istituzioni, nell’economia, nella società, nei conflitti, nelle convinzioni e perfino nelle contraddizioni che caratterizzano l’Italia contemporanea.

Con un linguaggio diretto e accessibile, Luigi Mancini ripercorre la storia cercando continuamente il collegamento tra ciò che è accaduto ieri e ciò che viviamo oggi.

Perché conoscere la storia significa avere più strumenti per interpretare il presente.
E forse anche per immaginare meglio il futuro.

Un viaggio nella storia per comprendere l’Italia di oggi

La storia viene spesso raccontata come una lunga sequenza di eventi da ricordare.

Ma le domande più interessanti sono altre:

  • Perché è successo?
  • Quali conseguenze ha prodotto?
  • Quanto di quel passato continua ancora oggi a condizionare il nostro Paese?

Questo libro nasce proprio da queste domande. Un percorso attraverso eventi, idee, uomini e trasformazioni che hanno segnato la storia italiana, raccontati cercando sempre di ricostruire il filo che unisce il passato al presente.

Perché leggerlo

  • Per riscoprire la storia italiana attraverso un racconto chiaro e accessibile.
  • Per comprendere meglio le origini di molte dinamiche politiche, economiche e sociali contemporanee.
  • Per collegare eventi apparentemente lontani nel tempo con l’Italia nella quale viviamo oggi.
  • Per andare oltre date e nozioni e cercare le cause profonde degli avvenimenti.
  • Per sviluppare uno sguardo più consapevole sul presente.
  • Perché conoscere ciò che è accaduto è uno dei modi migliori per comprendere ciò che sta accadendo.

Il passato non è passato
Ogni generazione pensa di vivere un’epoca completamente nuova.
Eppure molte delle tensioni, delle paure, delle aspirazioni e persino degli errori che osserviamo oggi hanno radici molto più lontane di quanto immaginiamo.
La storia non fornisce risposte automatiche.
Ma ci insegna a porre domande migliori.
ITALIA, SIAMO ARRIVATI nasce con questo obiettivo: raccontare da dove veniamo per provare a comprendere dove siamo arrivati.

Dove comprare

I clienti di Amazon, laFeltrinelli.it e IBS.it troveranno il libro direttamente online ai link di seguito indicati e potranno aggiungerlo al carrello insieme ai libri che acquistano normalmente. In alternativa, i clienti potranno ordinare il libro anche nelle oltre 100 librerie laFeltrinelli presenti sul territorio italiano.

(Gruppo GEDI e La Repubblica)

ISBN: 979-8170432219

ISBN: 979-8170432219

Indice

Premessa XIX
Introduzione XXV

– PARTE I – 31
NASCE L’ITALIA 31

Capitolo 1: Duemila anni in poche pagine 31
1.1 Quando Roma era il mondo 32
1.2 Un Paese che ancora non era un Paese 33
1.3 L’Italia dei mille centri 34
1.4 La forza che diventò debolezza 35
1.5 Secoli sotto influenze straniere 36
1.6 Napoleone cambia le carte 37
1.7 Dopo Napoleone, tutto come prima? 38

Capitolo 2: Nasce l’idea di Italia 41
2.1 Che cos’era davvero il Risorgimento 41
2.2 Rivoluzionari, costituzioni e società segrete 42
2.3 Mazzini: prima ancora dello Stato, una nazione 42
2.4 1848: l’Europa prende fuoco 43
2.5 Cavour: l’Italia si fa anche a tavolino 45
2.6 L’Italia non si fece da sola 46
2.7 Prima di Garibaldi: il Regno delle Due Sicilie 47
2.8 Garibaldi e i Mille 50
2.9 Gli italiani volevano davvero l’Italia? 51
2.10 17 marzo 1861 52

Capitolo 3: Abbiamo fatto l’Italia. E adesso? 55
3.1 Un nuovo Stato. O forse no? 55
3.2 Italiani sulla carta 56
3.3 Il Sud era già povero? 57
3.4 L’Italia nasce già con un debito 58
3.5 Il conto arriva ai cittadini 59
3.6 Briganti o ribelli? 60
3.7 Unificazione o piemontesizzazione? 61
3.8 Una guerra persa. Un territorio guadagnato 62
3.9 Roma diventa italiana 63
3.10 Adesso bisognava fare gli italiani 64

Capitolo 4: Quando gli immigrati eravamo noi 67
4.1 L’Italia povera 67
4.2 La soluzione? Andarsene 68
4.3 Non partivano per fare turismo 69
4.4 Le rimesse: soldi dagli emigrati 71
4.5 Mentre milioni partono, nasce l’Italia industriale 72
4.6 Lavoratori, diritti e socialismo 73
4.7 Un Paese povero con ambizioni da grande potenza 75
4.8 Il secolo finisce con un re assassinato 76

Capitolo 5: L’Italia di Giolitti 79
5.1 L’uomo che provò a governare le contraddizioni 79
5.2 Quando lo Stato smette di sparare agli scioperanti 80
5.3 L’Italia cresce. Ma non tutta 81
5.4 Più diritti, ma lentamente 83
5.5 Finalmente votano tutti? 84
5.6 Socialisti e cattolici entrano nella partita 85
5.7 Intanto nasce un socialista chiamato Mussolini 86
5.8 Libia: colonialismo e nazionalismo 88
5.9 Estate 1914: finisce un mondo 90

– PARTE II – 93
LA GUERRA CAMBIA TUTTO 93

Capitolo 6: L’Italia nella grande guerra 93
6.1 Alleati della Germania. Nemici dell’Austria? 93
6.2 Restare fuori poteva essere un affare 94
6.3 Anche Mussolini cambia idea 96
6.4 Il patto che gli italiani non conoscevano 97
6.5 Le “radiose giornate” 98
6.6 La guerra vera 99
6.7 Disciplina, paura e fucilazioni 101
6.8 Caporetto: quando sembra finita 102
6.9 Vittorio Veneto: l’Italia vince 103
6.10 Vittoria? Cosa ottenemmo davvero? 104
6.11 Niente sarebbe tornato come prima 105

Capitolo 7: Vincitori, ma scontenti 109
7.1 La “vittoria mutilata” diventa politica 110
7.2 Fiume: quando un poeta occupa una città 111
7.3 I reduci tornano a casa. E l’Italia è cambiata 112
7.4 La rivoluzione era possibile: il Biennio Rosso 113
7.5 L’Italia stava davvero per diventare comunista? 114
7.6 La vecchia politica non funziona più 116
7.7 Il fascismo che non ti aspetti 117
7.8 Lo squadrismo e la paura del socialismo 118
7.9 Violenza da una parte sola? 120
7.10 I socialisti si dividono 120
7.11 Giolitti prova a normalizzare il fascismo 121
7.12 Tutti i pezzi erano al loro posto 122

Capitolo 8: Come Mussolini arrivò al potere 125
8.1 Il fascismo diventa un partito 126
8.2 Mussolini si adatta 127
8.3 Lo sciopero che rafforzò i fascisti 128
8.4 Mussolini vuole il governo 129
8.5 Che cos’era davvero la Marcia su Roma? 129
8.6 Mussolini non era nemmeno a Roma 130
8.7 Il re può fermare la Marcia 131
8.8 Il potere non venne conquistato. Venne affidato 133
8.9 Il discorso del “bivacco” 134
8.10 Chi portò Mussolini al potere? 135

– PARTE III – 139
L’ITALIA FASCISTA 139

Capitolo 9: Mussolini costruisce il regime 139
9.1 Un governo poco fascista 139
9.2 Pieni poteri 140
9.3 Rivoluzione o normalizzazione? 142
9.4 Il fascismo non voleva soltanto conservare 143
9.5 La legge Acerbo e le elezioni 144
9.6 Matteotti 145
9.7 L’opposizione abbandona il Parlamento 146
9.8 3 gennaio 1925 147
9.9 Lo Stato cambia forma 148
9.10 Perché tanti accettarono il cambiamento? 149
9.11 Il fascismo viene giudicato dai risultati 150

Capitolo 10: Vivere nell’Italia fascista 153
10.1 Fare gli italiani, settant’anni dopo 155
10.2 I bambini diventano italiani insieme 156
10.3 Anche il tempo libero è una questione nazionale 157
10.4 La radio porta l’Italia dentro casa 160
10.5 L’Italia scopre lo spettacolo di massa 161
10.6 Anche l’arte deve diventare italiana? 162
10.7 Un Paese impazzisce per lo sport 164
10.8 Mussolini risolve anche la questione romana 165
10.9 Mussolini e la Chiesa: amici? 167
10.10 La famiglia al centro 168
10.11 E le donne? 169
10.12 Il mito della modernità 170
10.13 Mussolini diventa il Duce 171
10.14 Tutti fascisti? 172
10.15 Guardare il fascismo senza conoscerne la fine 173

Capitolo 11: Che cosa fece davvero il fascismo? 175
11.1 Non esistette una sola economia fascista 176
11.2 Né capitalismo né socialismo? 177
11.3 «Mussolini ha inventato le pensioni» 179
11.4 Uno Stato che entra sempre più nella vita sociale 180
11.5 La battaglia del grano 180
11.6 Mussolini bonificò davvero le paludi? 182
11.7 Dove c’era la palude nasce una città 183
11.8 Costruire diventa anche politica 184
11.9 E le autostrade? 185
11.10 «Quando c’era LVI i treni arrivavano in orario» 186
11.11 Olivetti: un’altra idea di impresa 187
11.12 Poi crolla Wall Street 188
11.13 Lo Stato salva il sistema 189
11.14 L’IRI sopravviverà al fascismo 190
11.15 Alberto Beneduce: il tecnico socialista 191
11.16 Ma allora il fascismo era di destra o di sinistra? 192
11.17 Il prezzo dell’indipendenza 193
11.18 L’Italia del 1938 non era più quella del 1922 195

Capitolo 12: L’Italia vuol diventare una grande potenza 199
12.1 L’ambizione non comincia con Mussolini 200
12.2 Il Mediterraneo non era un luogo tranquillo 201
12.3 Poi arriva Hitler 202
12.4 1934: Mussolini manda l’esercito al Brennero 203
12.5 Italia, Francia e Gran Bretagna contro Hitler 205
12.6 Un fronte che durò poco 206
12.7 Perché proprio l’Etiopia? 206
12.8 3 ottobre 1935 207
12.9 La questione arriva alla Società delle Nazioni 209
12.10 Oro alla Patria 210
12.11 9/5/1936: «L’Italia ha finalmente il suo Impero» 211
12.12 Le sanzioni ottennero l’effetto opposto? 212
12.13 L’Asse Roma-Berlino 212
12.14 Dal Brennero all’Anschluss 213
12.15 1938: qualcosa cambia anche dentro l’Italia 214
12.16 Mussolini salva la pace? 218
12.17 22 maggio 1939: il Patto d’Acciaio 218
12.18 Era inevitabile finire con Hitler? 219

Capitolo 13: 10 giugno 1940 – La decisione fatale 223
13.1 La guerra comincia. L’Italia resta fuori. 224
13.2 Un’alleanza firmata senza essere pronti 225
13.3 La lista che la Germania non poteva soddisfare 226
13.4 Una guerra che sembra non cominciare 227
13.5 Poi Hitler comincia a vincere 228
13.6 E se Hitler avesse già vinto? 229
13.7 Restare fuori aveva davvero solo vantaggi? 230
13.8 «Mi occorrono alcune migliaia di morti» 231
13.9 La Francia sta cadendo 232
13.10 Potevamo restare fuori? 232
13.11 10 giugno 1940 233
13.12 Una scommessa di pochi mesi che durerà 5 anni 235

Capitolo 14: La guerra, la caduta e un’Italia divisa 237
14.1 La guerra che doveva durare poco 238
14.2 Il problema non erano soltanto i soldati 239
14.3 La guerra diventa davvero mondiale 240
14.4 La guerra entra nelle case 241
14.5 Mussolini cade. Il re e l’Italia fanno voltafaccia 242
14.6 Uscire dalla guerra. Ma come? 245
14.7 8 settembre: il disastro 247
14.8 Mussolini ritorna 249
14.9 Resistenza, liberazione, guerra civile 249
14.10 Due Italie aspettano il futuro 251
14.11 25 aprile 252
14.12 Che cosa rimaneva? 253

– PARTE IV – 255
DALLA RICOSTRUZIONE AL 1992 255

Capitolo 15: Dalle macerie alla Repubblica 255
15.1 Un Paese sconfitto 256
15.2 E il re? 257
15.3 Umberto II, il re di maggio 259
15.4 Per la prima volta votano davvero tutti 259
15.5 Monarchia o Repubblica? 260
15.6 Ma chi governava davvero l’Italia? 261
15.7 Scrivere le regole dopo una dittatura 263
15.8 Una costituzione diffidente verso il potere 263
15.9 Una Repubblica fondata sul lavoro 264
15.10 La Costituzione entra in vigore 266
15.11 Un Paese poverissimo con due possibili futuri 267

Capitolo 16: Tra America e Unione Sovietica 269
16.1 La guerra è finita. Ne comincia un’altra 270
16.2 Perché l’Italia preoccupava Washington 271
16.3 Nemmeno Mosca stava a guardare 272
16.4 1947: De Gasperi va in America 273
16.5 Il Piano Marshall 274
16.6 Gli aiuti sono mai davvero gratis? 275
16.7 18 aprile 1948 276
16.8 L’America interferì nelle elezioni italiane? 277
16.9 La DC stravince 277
16.10 1949: l’Italia entra nella NATO 278
16.11 E arrivano le basi americane 279
16.12 Italia: una colonia americana? 280
16.13 E se avessero vinto i comunisti? 281
16.14 La scelta che durò quasi mezzo secolo 281

Capitolo 17: Il miracolo italiano 285
17.1 Come può un Paese distrutto diventare ricco? 286
17.2 Quando sembrava esserci spazio per tutti 288
17.3 Lo Stato non si ritira 290
17.4 FIAT: Torino diventa una calamita 291
17.5 Olivetti: un’altra idea di fabbrica 292
17.6 L’Italia si sposta 294
17.7 Una piccola automobile cambia un Paese 295
17.8 L’Autostrada del Sole 296
17.9 La TV entra nelle case (e nasce il consumatore) 297
17.10 Enrico Mattei entra in scena 299
17.11 Mattei contro le Sette Sorelle 299
17.12 Mattei muore: non fu un semplice incidente 301
17.13 E il Sud? 303
17.14 Diventammo tutti ricchi? 304
17.15 L’Italia finalmente cambia categoria 305
17.16 Ma proprio quando tutto sembra funzionare… 306

Capitolo 18: Quando qualcosa comincia a rompersi 309
18.1 I figli del miracolo vogliono di più 310
18.2 Gli studenti incontrano gli operai 312
18.3 Piazza Fontana: gli anni più inquietanti 313
18.4 1971: il dollaro abbandona l’oro 314
18.5 1973: lo shock petrolifero 317
18.6 Inflazione: lo stipendio aumenta ma sei più povero 318
18.7 Terrorismo rosso, terrorismo nero 320
18.8 Intanto il PCI arriva quasi alla DC 321
18.9 Moro 322
18.10 Eppure l’Italia non stava soltanto esplodendo 324
18.11 Quando la crescita smette di risolvere tutto 326

Capitolo 19: Quando esplode il debito 329
19.1 Prima del debito viene il deficit 331
19.2 Il lato conveniente dell’inflazione 332
19.3 1981: il divorzio 333
19.4 Perché lo fecero? 335
19.5 Il problema venne dopo il divorzio 336
19.6 Gli interessi cominciano a divorare il bilancio 337
19.7 Chi comprava tutto quel debito? 339
19.8 L’Italia di Craxi 340
19.9 La scala mobile: Craxi rompe un tabù 342
19.10 Il nucleare: un’occasione buttata 344
19.11 La lira aveva ancora una via di fuga 350
19.12 Quanto pesò il divorzio? 351
19.13 Il debito aveva molti padri 352
19.14 E intanto il debito corre 354
19.15 Verso il 1992 355

Capitolo 20: 1992 finisce un’Italia 357
20.1 Prima del 1992 era già finito il mondo 359
20.2 17 febbraio: un uomo con una tangente 361
20.3 Tangentopoli non nasce nel 1992 362
20.4 Perché proprio allora? 363
20.5 5 aprile: gli elettori hanno già capito 364
20.6 1992: la mafia dichiara guerra allo Stato 365
20.7 Maastricht: cambiano le regole 367
20.8 Una notte lo Stato entra nei conti correnti 369
20.9 Poi i mercati guardano la lira 370
20.10 Soros distrusse la lira? 371
20.11 E intanto Mani Pulite divora i partiti 372
20.12 I magistrati distrussero la Prima Repubblica? 373
20.13 Fu un colpo di Stato? 374
20.14 Lo Stato imprenditore comincia a cambiare pelle 377
20.15 Formalmente la Prima Repubblica non finì 378
20.16 Che cosa finisce davvero nel 1992? 379
20.17 Dal 1992 cambia la prospettiva 380

– PARTE V – 383
COME SIAMO ARRIVATI FIN QUI 383

Capitolo 21: Dalla lira all’euro 383
21.1 La lira non era soltanto carta colorata 384
21.2 Dopo il 1992 la lira ci aveva salvati. E umiliati. 386
21.3 La Germania che volevamo imitare 387
21.4 Il vero fascino dell’euro: importare credibilità 388
21.5 Il vincolo esterno 390
21.6 La sovranità non sparisce. Si trasferisce. 393
21.7 L’Italia si svende 395
21.8 Chi comprò? 398
21.9 Il 1994: l’Italia politica è già un altro Paese 400
21.10 Ma nel 1995 sembrava che non ce l’avremmo fatta 401
21.11 Arriva Prodi. E arriva Ciampi. 401
21.12 L’eurotassa 402
21.13 La lira torna nello SME 403
21.14 1998: dentro 404
21.15 Il 1° gennaio 1999 la lira era già condannata 405
21.16 Perché sembrava un affare 406
21.17 Il prezzo che accettarono 407
21.18 La grande scommessa italiana 408

Capitolo 22: Euro e globalizzazione. Il mondo cambia 413
22.1 2001: entra la Cina 414
22.2 Il grande affare dei consumatori 417
22.3 E noi avevamo appena scelto l’euro 418
22.4 La frenata era cominciata prima dell’euro 419
22.5 Quando essere piccoli diventa un problema 420
22.6 Delocalizzare 422
22.7 Il know-how regalato 423
22.8 E lo Stato? 428
22.9 Il lavoro cambia 430
22.10 E i salari? 431
22.11 L’euro forte 433
22.12 La Germania corre. Noi no. 434
22.13 La concorrenza che non vedevamo 436
22.14 Il Made in Italy resiste 437
22.15 Stavamo diventando un Paese a due velocità 438
22.16 La crisi non arrivò subito 439

Capitolo 23: 2008 la crisi che viene da lontano 443
23.1 La casa che saliva sempre 444
23.2 Trasformare un debito in un prodotto 445
23.3 Il rischio senza responsabilità 446
23.4 Finché le case smisero di salire 447
23.5 15 settembre 2008 448
23.6 Quando il denaro smette di circolare 449
23.7 Profitti privati, perdite pubbliche 450
23.8 Il mercato aveva fallito? 451
23.9 E intanto nasce Bitcoin 452
23.10 L’Italia non aveva creato la bomba 454
23.11 Cinque per cento 455
23.12 Il Paese non spingeva più 456
23.13 Dall’America all’Europa 458
23.14 Il difetto nascosto dell’euro 459
23.15 Poi arrivò la Grecia 460
23.16 Una parola che avremmo imparato presto 461

Capitolo 24: 2011 quando scoprimmo lo spread 463
24.1 La Grecia non rimase in Grecia 464
24.2 La Germania diventa il rifugio 465
24.3 Ma perché proprio l’Italia? 466
24.4 Berlusconi entra nella tempesta 467
24.5 5 agosto: arriva una lettera 468
24.6 Il vincolo esterno mostra il suo volto 470
24.7 Agosto non basta 471
24.8 Novembre 2011 473
24.9 Berlusconi perde la maggioranza 474
24.10 Fu un colpo di Stato? 475
24.11 Mario Monti era già pronto? 476
24.12 Un governo senza elezioni 477
24.13 Arrivano i professori 478
24.14 Salva Italia 479
24.15 La riforma Fornero 480
24.16 L’austerità 483
24.17 E la BCE? 487
24.18 Sovranità: finalmente la parola giusta 488
24.19 Ci governano i mercati? 490
24.20 Il prezzo di non aver scelto prima 491

Capitolo 25: L’Italia che siamo diventati 495
25.1 Tre parole cambiano tutto 496
25.2 Il 2011 visto dal 2012 497
25.3 Monti passa. I problemi restano. 498
25.4 Cambiare tutto. Di nuovo. 498
25.5 4 dicembre 2016 500
25.6 Il denaro diventa quasi gratis 502
25.7 I giovani aspettano ancora 503
25.8 2018: votare contro 504
25.9 Reddito e quota 100 505
25.10 Poi il mondo si ferma 506
25.11 La paura rende possibile l’impossibile 507
25.12 Andrà tutto bene 508
25.13 Il prezzo del lockdown 509
25.14 Gli esperti, di nuovo 510
25.15 Il dissenso diventa sospetto 511
25.16 Arrivano i vaccini 512
25.17 Libertà condizionata 513
25.18 Improvvisamente i soldi c’erano 514
25.19 L’Europa cambia volto 515
25.20 Torna Draghi 516
25.21 24 febbraio 2022 517
25.22 Il conto dell’energia 520
25.23 2022: arriva Giorgia Meloni 521
25.24 Destra e sinistra dentro la stessa gabbia 522
25.25 Intanto la Cina non copiava più 523
25.26 E l’Italia? 525
25.27 Il Paese senza figli 527
25.28 Siamo arrivati fin qui 531
25.29 Il filo 533

Epilogo – Il futuro comincia qui 537